Italy

Quanti a tavola? Ogni Paese fa per sé

Dal nostro corrispondente
PARIGI All’inizio dell’epidemia, per circa una settimana, l’Italia è stata l’unico Paese europeo ad avere preso drastiche misure di confinamento. Poi sono arrivati la Francia e gli altri, e l’eccezione italiana si è dissolta anche quanto alla gravità della crisi: il Paese più colpito è il Regno Unito con 38 mila vittime, poi l’Italia con 33 mila, Francia 28 mila, Spagna 27 mila, Belgio 9000 (molte rispetto al totale della popolazione), Germania staccata con sole 8000.

Lockdown per tutti (Svezia caso a parte) ma modalità molto diverse da Paese a Paese e da regione a regione, una selva di indicazioni differenti che si ripetono anche adesso, nella fase opposta, quella della riapertura. Giovedì pomeriggio il premier Edouard Philippe ha annunciato ai francesi che dal 2 giugno il loro de-confinement sarà più ampio del previsto, perché per fortuna i dati epidemiologici sono migliori delle attese. Riapriranno ristoranti e caffé in tutta la Francia, e anche nella regione di Parigi, benché questa sia assieme all’Oise e a Mayotte nell’Oltremare l’unica zona «arancione» (le altre sono verdi). Quindi, nella capitale, sì ai ristoranti ma solo all’aperto, cosa che permetterà comunque di rinnovare il rito dei tavolini sul marciapiede o nelle piazze. Consentite al massimo 10 persone a tavolo, e bisognerà rimettersi la mascherina per entrare nel locale e usare i servizi.

Riaprono anche a Parigi tutti i parchi, ed è la fine di un curioso braccio di ferro tra la sindaca Anne Hidalgo — che li avrebbe aperti anche prima — e il governo, che ha insistito per tenerli chiusi. Il risultato è stato che i parigini si sono accalcati per giorni sui prati degli Invalides e del Champ de Mars, unici spiazzi aperti: per qualche giorno i poliziotti li hanno fatti sgombrare, poi si sono arresi. Adesso i picnic saranno leciti, ma a gruppi di non più di 10 persone, e a distanza di un metro. Nel Regno Unito, che ha mutuato dalla Nuova Zelanda la teoria delle «bolle famigliari», per adesso si può incontrare una persona che abita altrove solo in luogo pubblico, all’aperto.

Ma da lunedì, ha annunciato il premier Boris Johnson, fino a sei persone che abitano in case diverse potranno incontrarsi anche nei giardini privati «per un barbecue», a patto che si ricordino di lavarsi spesso le mani e mantengano le distanze. Resistono comunque le differenze legate alle diverse componenti del Regno: in Scozia le persone che di solito vivono in due case diverse possono incontrarsi a distanza all’aperto da ieri, ma la premier scozzese Nicola Sturgeon ha precisato che gli ospiti non devono mai entrare in casa, neanche brevemente per usare i servizi igienici.

Nell’Irlanda del Nord saranno consentiti matrimoni all’aperto, con un massimo di 10 invitati a partire dall’8 giugno. Nello stesso giorno in Danimarca — che ha osservato il lockdown ma ha avuto finora solo 568 vittime — saranno consentiti raggruppamenti fino a 50 persone. In Spagna, da questa settimana, è possibile incontrarsi in gruppo ma quanto al numero dipende dalle zone: 15 nelle zone di «fase 2», e al massimo 10 in quelle ancora ferme alla «fase 1», come Madrid.

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