Italy

"Sarà un civico scelto da noi", la Lega ipoteca Torino

In attesa della convocazione del tavolo nazionale sui candidati sindaco, i vertici locali lanciano un messaggio chiaro ai partner della coalizione. Benvenuto: "Siamo il primo partito del centrodestra", ma ammette la necessità di allargare la proposta politica

“A Torino non si vince certo con i temi della sicurezza e dell’immigrazione”. Il preambolo, termine che entrò nel vocabolario politico dal congresso della Democrazia Cristiana dove Carlo Donatt-Cattin spostò la linea del partito dalla solidarietà nazionale col Pci al fronte laico-socialista, rispunta quarant’anni dopo nella Lega. Reduce dall’insuccesso alle regionali, il partito di Matteo Salvini deve modificare la sua linea per tentare una conquista storica che vale, più o meno, l’espugnazione di una regione rossa: portare per la prima volta il centrodestra a governare Torino.

La premessa che fa Alessandro Benvenuto, deputato alla prima legislatura e segretario provinciale da nove anni, può apparire banale, ma tale non è e, soprattutto, è la chiave per aprire la porta a una candidatura civica per le comunali della primavera prossima e chiudere a ogni possibile soluzione che passi per una figura espressione di uno dei partiti del centrodestra. Una Lega che, per provare a vincere sotto la Mole, deve allargare la sua proposta oltre i cavalli di battaglia di Salvini, ma anche guardare al di fuori della sua nomenclatura per trovare l’uomo giusto. Questo era noto, si dirà. Certo, ma mentre allarga, il partito di Salvini stringe un nodo attorno al collo di possibili candidature “politiche” degli alleati.

Veniamo subito al punto, onorevole Benvenuto, lei vede come il fumo negli occhi l’eventualità che al tavolo nazionale del centrodestra la designazione del candidato sindaco per Torino vada a uno dei due partiti alleati, magari a Forza Italia dopo che Salvini e Meloni si sono spartite le altre grandi città?  
“Sull’eventuale trattativa per il sindaco non è Benvenuto che decide se spetti alla Lega o a qualcun anno, Benvenuto accetterà la scelta che farà il segretario regionale Riccardo Molinari. Però resta una ragionamento”.

Che dice la scelta spetta a voi, giusto?
“Allora, la Lega al Sud ha qualche problema, come abbiamo visto in Campania e in Puglia, ma al Nord no. Al Nord è e resta il primo partito del centrodestra, come anche in Toscana e nelle Marche. Detto questo, penso che l’indicazione della migliore candidatura possibile per Torino spetti al partito più rappresentativo”.

Resta il nodo del tavolo nazionale. Almeno una città a Forza Italia la si dovrà dare. Lei pensa che Salvini terrà ad ogni costo la posizione su Torino?
“Salvini ha dato la linea indicando persone del mondo della cultura, manager, imprenditori, come profili per i candidati sindaci. Guardando i voti di Venaria, città tradizionalmente rossa, dove siamo al 42% e al candidato Fabio Giulivi dico che lo schema funziona e deve essere simile. Ma faccio anche notare che i voti di Fratelli d’Italia e di Forza Italia messi insieme non raggiungono i nostri”.

A Torino, però, la Lega non ha quel consenso che miete altrove, nel resto del Piemonte. È anche per questo che puntate su un civico, pur rivendicandone la scelta?
“I nostri temi, dalla sicurezza all’immigrazione alle tasse, restano ed è normale stare su quel terreno, ma per vincere non basta. Il momento storico chiede anche di essere moderati come Forza Italia e di destra come Fratelli d’Italia, ma anche di intercettare mondi come, per esempio quello della cultura, importanti in città e che richiedono una figura che sappia interloquire con loro”.

Par di capire che il suo è un altolà piuttosto chiaro a possibili candidature proposte da Forza Italia, per non dire da Fratelli d’Italia?
“Da segretario provinciale non ho mai voluto imporre uomini della Lega per le candidature a sindaco nelle città più importanti, cercando invece la figura migliore. Quindi non si tratta di mettere la bandierina sulla candidatura, però rivendico il peso in termini di consenso all’interno del centrodestra. E poi in passato abbiamo visto come è andata con candidati politici, sia con Rocco Buttiglione, sia con Michele Coppola. La scelta di una figura civica è quella giusta”.

E la volete fare voi.
“Siamo il primo partito”.

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