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Sci, in Austria possibile rinvio della stagione «Skipass solo a chi ha casa o sta in hotel»

I casi di Covid nel mondo hanno superato i 62,8 milioni secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University, mentre i decessi confermati sono 1.460.437 dall’inizio della pandemia. E in Italia l’ultimo bilancio, relativo al 29 novembre, è di 20.648 nuovi casi e 541 morti (qui il bollettino con i dati e qui tutti i bollettini che mostrano la situazione dall’inizio della pandemia. Qui la mappa del contagio, e qui la newsletter con gli approfondimenti).

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Ore 16.12 - Austria, possibile rinvio apertura stagione sciistica
In Austria la partita sull’apertura della stagione sciistica è ancora tutta aperta. C’è chi ipotizza un’apertura dopo le festività e chi, come la Federsci, si appella al governo per riaprire la stagione come da programma. Mercoledì la Bundesregierung, ovvero il governo federale guidato da Sebastian Kurz, presenterà le misure che regoleranno il turismo invernale della `Saison 2020/2021´. Come ha già fatto sapere il ministro del Turismo, Elisabeth Koestinger, «l’apertura dipenderà dal numero di contagi». Oggi sul territorio austriaco le nuove infezioni di Covid-19 sono scese sotto 3.000 (2.748), un numero decisamente più basso rispetto alle settimane scorse quando il dato oscillava tra 7.000 e quasi 9.000. Le persone contagiate sono complessivamente 282.456 e il numero dei decessi è 3.184. Attualmente i pazienti Covid ricoverati in ospedale sono 3.639.

Ore 16.06 - Gb,vaccino non obbligatorio ma fortemente incoraggiato
Le future vaccinazioni anti Covid non saranno obbligatorie nel Regno Unito, ma verranno fortemente raccomandate con una campagna di pressione sociale. Lo ha confermato oggi in un’intervista radiofonica alla Bbc il viceministro Nadhim Zahawi, nominato sabato dal premier Boris Johnson capo della task force governativa britannica incaricata nei prossimi sei mesi di garantire la distribuzione dei vaccini e di promuoverne l’uso, una volta che i prototipi attualmente in via di sperimentazione saranno autorizzati. «È giusto che il vaccino sia volontario, alle persone deve essere consentito di giudicare se vogliano farsi vaccinare o meno», ha premesso Zahawi, rivolgendosi a un Paese che non prevede tradizionalmente obblighi. Ma questo non significa che non vi sarà pressione: «Vedrete messaggi forti, e credo che questo sia il modo giusto d’indirizzarsi all’intero Paese, per spiegare a tutti che vaccinarsi è un bene per la propria famiglia, è un bene per la propria comunità, è un bene per la propria nazione», ha concluso il viceministro.

Ore 15.18 - Zampa (Pd): «La scuola non riaprirà prima di Natale»
La scuola non aprirà prima di Natale. Lo ha confermato la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, del Partito democratico, intervenuta ai microfoni di «24Mattino» su Radio24. «Il Paese - ha aggiunto - non è in grado di reggere. Penso però che la scuola aperta `spot´ non serve, bisogna aprire per rimanere aperti e si deve pensare a un piano di recupero delle ore o dei gironi fatti in Dad».

Ore 15.20 - Fedriga (Friuli Venezia Giulia):
«Al via test salivari senza operatori, screening in corso»
«In Friuli Venezia Giulia si sta sperimentando con ottimi risultati un nuovo trattamento per i contagi che se funziona sarebbe una cosa rivoluzionaria. Cioè non più con la necessità di effettuare tamponi, ma tramite il prelievo salivare». A dare l'annuncio il governatore della Regione, Giulia Massimiliano Fedriga. «Questo significa – ha aggiunto – che avremmo dati e tempi migliori del classico tampone naso-faringeo, ma soprattutto non servirebbero più operatori sanitari per effettuare i prelievi e questo rivoluzionerebbe totalmente tutto quel passaggio che oggi serve ed è molto difficile per la mancanza di personale». L'uso di questo test salivare viene sperimentato oggi nello screening in corso sugli abitanti del comune di Paularo. Fedriga ha manifestato anche un prudente ottimismo sull'eventuale cambiamento per il Friuli Venezia Giulia da "zona arancione" a "zona gialla". «Nel caso ciò accadesse - ha detto il governatore - non sarebbe un "liberi tutti", perché sappiamo quanto sia importante mantenere un comportamento responsabile e coerente a quelle che sono le regole per impedire la diffusione del contagio».Ore 15.18 - Pfizer, prime vaccinazioni in Usa tra metà e fine dicembre
Il primo impiego negli Usa del vaccino anti-Covid sviluppato da Pfizer e BionTech è possibile «tra metà e fine dicembre 2020». Così la Pfizer Italia all'Adnkronos Salute, senza entrare nel merito della distribuzione in Italia, finché l'Agenzia europea del farmaco non si pronuncerà sul vaccino. L'azienda ha in programma una produzione da 50 milioni di dosi nel 2020, e fino a 1,3 miliardi di dosi entro il 2021 (un vaccino a due dosi, somministrate a 3 settimane di distanza una dall'altra).

Ore 15.12 - Calabria: Gino Strada arrivato nella Regione. Forse andrà a Crotone dove Emergency gestirà ospedale da campo


Il fondatore di Emergency Gino Strada, è arrivato in tarda mattinata in Calabria. Strada è arrivato all'aeroporto di Lamezia Terme e non è da escludere che nel pomeriggio sia a Crotone. In città, infatti, la struttura di Emergency è stata chiamata a gestire l'ospedale da campo allestito dalla Protezione civile a supporto dell'ospedale cittadino nel fronteggiare l'emergenza Covid. Non è da escludere neanche che Strada possa già incontrarsi con il neo-commissario alla sanità Guido Longo, anche lui arrivato in Calabria. Al momento, comunque, su quali siano gli spostamenti di Strada non ci sono indicazioni.

Ore 15.10 - Il Trivulzio di Milano riapre a visite con test rapidi a parenti


Il Pio Albergo Trivulzio di Milano riapre alle visite dei parenti nelle varie Rsa della struttura, dopo che era stata disposta la chiusura all'accesso dei familiari degli anziani ospiti lo scorso 9 ottobre, in conseguenza della seconda ondata di Covid. La riapertura, prevista per il 3 dicembre, è stata decisa dall'istituto data la «situazione epidemiologica in via di miglioramento, ma senza peccare in termini di superficialità e inefficacia». Tanto che, come era già successo nei mesi estivi e dopo una prima chiusura in concomitanza con la prima ondata Covid, per le visite ci saranno tutta una serie di regole di sicurezza, tra cui il test rapido a cui saranno sottoposti i visitatori prima di accedere negli spazi per gli incontri.

Ore 15 - Le Regioni Alpine: «Impianti di sci durante le feste siano aperti solo per gli ospiti degli

hotel e per chi ha seconde case»
Le Regioni Veneto, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento, hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale: prevede, in sintesi, la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in occasione delle prossime festività natalizie solo per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Lo indica una nota sottoscritta dai rappresentanti delle Regioni e delle Province.Si tratta, spiegano le Regioni alpine italiane, di una idea di «vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche». La proposta è stata formulata dagli Assessori delle Regioni alpine per evitare gli assembramenti nelle località turistiche.

Ore 14.55 - Vaccini Usa, inizio somministrazioni prima di Natale


I primi due vaccini contro il Covid potrebbero essere somministrati agli americani prima di Natale. Così il segretario alla Salute, Alex Azar, che, riferisce la Cbs, avrà in giornata insieme al vice presidente, Mike Pence, colloqui con i governatori per discutere a quali gruppi di persone dare la priorità nella somministrazione.

Ore 14.48 - Torino, anche i vigilantes impiegati contro la folla dei negozi


«Nuove misure organizzative e prescrizioni rigorose», tra cui la possibilità di fare ricorso alla vigilanza privata, per evitare gli assembramenti all'ingresso dei negozi nel centro di Torino. Sono quelle concordate in una riunione in video conferenza del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza in seguito agli assembramenti registrati ieri in occasione delle riaperture coincise con il passaggio del Piemonte in zona arancione. Controlli a campione anche nei punti di accesso a Torino per verificare il rispetto delle limitazioni alla mobilità, che in zona arancione prevedono la possibilità di spostarsi solo all'interno del proprio Comune.

Ore 14.47 - Galli (Sacco): «Se si torna daccapo, nessuno pensi io non c'entro o non sono i miei comportamenti a peggiorare la situazione»
Quando ci si affolla per lo shopping di Natale non appena le restrizioni anti-Covid si allentano, magari si crede «"non sarò certo io" a peggiorare la situazione comportandomi così. Ma se tutti quanti la pensano in questo modo e corrono nei luoghi delle riaperture di servizi vari, quel che succede è che la gente si ammassa e ammassandosi ricominceremo daccapo». I contagi risaliranno, con il rischio reale di una terza ondata dell'epidemia. Non ha dubbi Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano e docente all'università degli Studi del capoluogo lombardo. «La responsabilità è in capo ai singoli - dichiara l'esperto - ma è anche molto in capo a chi deve impedire che certe cose accadono. Mi sembra evidente che le varie componenti sociali ed economiche tirino ciascuna l'acqua al proprio mulino. È comprensibile, ma ci deve essere pur qualcuno in grado di assumersi la responsabilità di evitare che determinate cose possano accadere», ammonisce Galli.

Ore 14.27 - Crollo del Ponte di Genova: slitta al 21 dicembre la consegna della perizia. «Il Covid non consente di lavorare in presenza»
È slittata ancora la consegna della perizia sulle cause del crollo del Ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone. Il deposito del documento, previsto per oggi, è atteso ora entro il 21 dicembre. «L'emergenza Covid non ci consente di lavorare in presenza con gli ausiliari - hanno scritto i tre periti del gip - e le suddette attività, che richiedono un confronto continuo, sono svolte con notevole difficoltà, richiedendo tempi più lunghi rispetto a quanto preventivato».

Ore 14.24 - Ordine dei medici: «In Puglia valutare misure più severe». Anelli (Fnomceo): «Dati in controtendenza rispetto ai nazionali»


I numeri dell'epidemia in Puglia sono ancora alti e in controtendenza rispetto ai dati nazionali, di conseguenza si dovrebbero valutare misure più restrittive per la regione. Lo rileva Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici e dell'Ordine dei medici di Bari. «Come medici - incalza Anelli - siamo molto preoccupati, per due motivi. Il primo è legato ai dati in controtendenza della Puglia, dove sembra che le misure di mitigazione non stiano funzionando quanto avremmo sperato. A questo punto si dovrebbe valutare l'adozione a livello regionale di misure più restrittive, come stanno già facendo molti sindaci in autonomia». Il secondo motivo - prosegue - «è legato alle difficoltà dell'assistenza per i malati non Covid in questa situazione. La pressione sugli ospedali causata dalla pandemia porta a sospendere le attività di prevenzione e a "trascurare" la cura per le altre patologie».

Ore 14.17 - Morto farmacista 64enne, è la 20esima vittima della categoria


«È con profonda amarezza» che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e la Federfarma annunciano «che la professione ha subito un'altra grave perdita a causa del Covid. È il collega Enzo Bosso, 64 anni», che esercitava nella sua farmacia di Castellamare di Stabia (Napoli). «Nell'arco di pochi giorni — ricordano — sale così a venti il triste computo dei farmacisti caduti mentre svolgevano la loro opera al servizio della collettività». Una scomparsa che «ci ricorda dolorosamente quanto questa epidemia sia ancora lontana dall’essere sconfitta e quanto i farmacisti siano una figura centrale nelle comunità in cui operano».

Ore 14.13 - Zaia: «In Veneto registriamo un terzo dei positivi di marzo, ma 600 ricoveri in più. La curva ha raggiunto l'apice»
«Abbiamo un terzo dei positivi di marzo, meno incidenza di positivi e una mortalità più bassa, +1% rispetto al 2019. A marzo eravamo al +30% di mortalità sullo stesso mese del 2019, ma abbiamo gli ospedali con 600 persone in più ricoverate rispetto a marzo . Il tema del distanziamento sociale diventa — quindi — strategico». Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante conferenza stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera. «Il vero tema è l'occupazione di posti letto Covid nell'area non critica rispetto a marzo, perché il virus circola molto di più, rispetto ad allora», ha spiegato. Dal punto di vista ospedaliero, ha concluso, «abbiamo una fase della curva che consideriamo apicale, siamo arrivati al pianoro in una fase dove non si continua a crescere nei ricoveri e non si cala. Ma questo non può fare tendenza, visto e considerato che il Covid riesce a prenderci spesso in contropiede, è quindi fondamentale che ci sia la collaborazione da parte di tutti».

Ore 14.12 - Usa: nuovi casi scendono a 138.903, ma è record di ricoverati
Domenica gli Stati Uniti hanno registrato 138.903 nuovi casi di Covid, in ribasso dai 155.596 del giorno prima e dai 205.557 (record) di venerdì. I morti sono stati 801, portando il totale a quasi 267.000, secondo i dati della Johns Hopkins University. Continua a salire il numero di ricoverati a causa del Covid, che ha raggiunto il livello record di 93.219, secondo i dati del Covid Tracking Project: solo tre settimane fa, il numero di ricoverati superava per la prima volta le 60.000 unità. Numeri senza precedenti anche per i ricoverati in terapia intensiva, che sono 18.198 (come mostra la mappa aggiornata dei casi nel mondo).

Ore 14.09 - Ue firma nuovo contratto con CureVac. Von der Leyen: «S

pero che i vaccini arrivino entro l'anno»
La Commissione Europea ha firmato formalmente con la società CureVac un nuovo contratto, già approvato da Bruxelles nei giorni scorsi, per la fornitura di un vaccino anti-Covid. Lo ha reso noto la presidente Ursula von der Leyen con un tweet. È il quinto contratto firmato dall'Ue con altrettante case farmaceutiche. Sale così a circa due miliardi il numero complessivo di dosi di vaccini di cui l'Ue si è finora assicurata la fornitura. «Gli europei potranno disporne, una volta che sia stata provata la loro sicurezza ed efficacia, speriamo prima della fine dell'anno».

Ore 13.58 - Bolzano, Kompatscher: «Mancano tutti i presupposti


per l'avvio della stagione sciistica»

«È ormai evidente che per l’avvio della stagione sciistica attualmente mancano tutti i presupposti. Dobbiamo lavorare tutti assieme per creare le condizioni per poter partire dopo Capodanno. Per questo motivo chiediamo i ristori per tutti i settori colpiti dallo stop». Così il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher.

Ore 13.45 - L'8 dicembre il Papa non si recherà a piazza di Spagna


per il tradizionale omaggio alla Madonna
«Il prossimo 8 dicembre papa Francesco compirà un atto di devozione privato, affidando alla Madonna la città di Roma, i suoi abitanti e i tanti malati del mondo. La scelta di non recarsi nel pomeriggio in piazza di Spagna per il tradizionale Atto di venerazione dell'Immacolata è dovuta alla perdurante situazione di emergenza sanitaria e al fine di evitare ogni rischio di contagio provocato da assembramenti». Così il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Ore 13.32 - Iss, 11.600 operatori sanitari contagiati in due settimane
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In 30 giorni 801.000 casi e 12.900 morti

Sono 11.593 gli operatori sanitari contagiati da Sars-Cov-2 in Italia nel giro di due settimana, dal 9 al 22 novembre, il 2.72% dei casi di questo periodo. Il dato emerge dall’aggiornamento dell’Istituto superiore sanità sull’epidemia di Covid, secondo il quale il «numero è verosimilmente sottostimato in quanto questa informazione può richiedere tempi più lunghi per un suo consolidamento». Dall’inizio dell’epidemia, nel nostro Paese sono stati diagnosticati 66.618 casi tra gli operatori sanitari (il 4,6% del totale). L’età media, più o meno come per la popolazione generale, è di 47 anni. Tra le donne si è registrato il 70,4% dei contagi tra i sanitari: si tratta, infatti, di 46.904 casi rispetto ai 19.714 registrati tra gli uomini. Sono, poi, 800.953 i casi di infezione registrati negli ultimi 30 giorni in Italia, di cui 22.712 tra gli operatori sanitari, e, nello stesso arco di tempo, sono stati ben 12.904 i deceduti e 304.531 i guariti. È di 48 anni l'età mediana dei casi negli ultimi 30 giorni, aumentata dopo il calo dell'estate. Il 48,3% dei contagiati sono maschi e il 51,7% femmine; l'11% ha sotto i 18 anni, il 15,5 è over 70, il 29% ha tra 51 e 70 anni e la maggior parte, il 44,3%, ha tra 19 e 50 anni.

Ore 13.27 - Vaccino, Moderna chiede l'autorizzazione in Usa e Europa


L’azienda americana Moderna depositerà oggi la domanda di autorizzazione per il suo vaccino contro il Covid negli Usa e in Europa, dopo che i risultati dei test hanno dato una efficacia stimata al 94,1% (100% nella prevenzione dei casi più gravi). Nello specifico, il candidato vaccino si è dimostrato generalmente ben tollerato, senza alcuna seria preoccupazione identificata ad oggi in relazione alla sua sicurezza. L'analisi presentata oggi da Moderna è basata su 196 casi di Covid: di questi, 185 casi sono stati osservati nel gruppo di volontari trattati con placebo, contro 11 casi osservati nel gruppo di volontari vaccinati con mRNA-1273. Questo ha determinato una stima dell'efficacia del vaccino pari al 94,1%. Si sono, inoltre, analizzati casi severi di Covid e si sono considerati 30 di questi casi nell'analisi: tutti e 30 si sono verificati nel gruppo trattato con placebo e nessuno nel gruppo vaccinato. C'è stato inoltre un decesso correlato a Covid, nel gruppo dei volontari trattati con placebo.

Ore 12.56 - Galli: «Se calano precauzioni si ricomincia daccapo»


«Abbiamo ancora moltissimo virus che circola» e «dopo i tanti sacrifici fatti e il risultato che si sta ottenendo, non vorremmo, a distanza di poche settimane, vedere ripetersi la situazione che abbiamo vissuto e trovarci a ricominciare da capo. Ed è fatale che ciò avvenga, se non si mantengono le necessarie precauzioni». Lo ha detto, intervenendo durante la trasmissione Agorà su Rai 3, Massimo Galli, ordinario di Malattie Infettive alla Università Statale di Milano e direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Ospedale Sacco, commentando le immagini degli assembramenti per lo shopping natalizio.

Ore 12.04 - Lockdown riduce casi Gran Bretagna. Indice Rt cala a 0,88
Il lockdown nazionale bis imposto dal governo Tory di Boris Johnson dal 4 novembre al 2 dicembre in Inghilterra ha avuto un effetto positivo misurabile in un 30% del calo dei contagi già nelle prime due settimane e ha contribuito a far calare l’indice Rt di diffusione del coronavirus in tutto il Regno Unito fino a un rassicurante 0,88 secondo gli aggiornamenti di queste ore. Lo evidenzia uno studio dell’Imperial College di Londra accolto dal ministro della Sanità, Matt Hancock, come conferma del fatto che contro la seconda ondata si è adottata una strategia giusta: con un tasso d’infezione che nella media delle contee inglesi è adesso più basso di quello delle nazioni minoritarie del Regno (Scozia, Galles, Irlanda del Nord).

Ore 12.02 - Continua la strage dei medici: il bilancio sale a 221 morti
Si aggrava ancora il bilancio dei medici morti positivi al coronavirus in Italia. Sono 221 stando a quanto riferito dalla Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Le ultime vittime registrate sono Vito Roberto De Giorgi, anestesista in pensione, deceduto venerdì e Bartolomeo Borgialli, medico di medicina generale in pensione, morto ieri (qui i nomi e le storie dei medici).


Ore 12 - Lagarde (Bce): «La ripresa dei servizi sarà molto più lenta»
«La crisi dovuta al Covid ha dimostrato che la ripresa guidata dai servizi è molto più lenta di quella guidata dalle merci. La vacanza che non avete fatto ad aprile, non la farete di nuovo. L'automobile che non avete comprato ad aprile, la state comprando ora». Così la presidente della Bce Christine Lagarde, all'EPC Thought Leadership Forum. «In questa crisi» economica legata alla pandemia — ha, però, aggiunto — «sono state molto ben coordinate la politica monetaria e quella di bilancio».

Ore 11.46 - Giovedì alla Camera l'audizione del commissario straordinario Arcuri sul trasporto dei vaccini anti-Covid


Giovedì 3 dicembre, alle ore 13.30, presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, le Commissioni riunite Trasporti e Affari sociali svolgono, in videoconferenza, l'audizione del Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Covid-19, Domenico Arcuri, in merito ai temi del trasporto e della distribuzione dei vaccini. È quanto si legge in una nota della Camera.

Ore 11.39 - Ema: «Rischio suicidio collegato a uso idrossiclorochina»
L'utilizzo di clorochina o idrossiclorochina, farmaci utilizzati contro il Covid soprattutto nella prima fase dell'emergenza, può provocare disturbi psichiatrici e comportamenti associati al suicidio. A mettere in guardia su questo aspetto è l'Agenzia Europea dei medicinali (Ema), dopo una revisione di tutti i dati disponibili che conferma un effetto collaterale in parte noto. La revisione, si legge in una nota pubblicata sul portale dell'ente regolatore, è stata avviata a maggio 2020 dopo che l'Ema «era stata informata dall'agenzia spagnola dei medicinali (Aemps) di 6 casi di disturbi psichiatrici in pazienti Covid a cui erano state somministrate dosi di idrossiclorochina superiori a quelle autorizzate».

Ore 11.35 - L'nfettivologo Bassetti: «Sarà un primo dicembre nero, il tema dell'Hiv è stato oscurato dal Covid»
«Sarà un primo dicembre "nero", il primo da quando è stata istituita la Giornata mondiale dell'Aids. Purtroppo negli ultimi nove mesi si è parlato di Covid, ma delle altre malattie infettive davvero molto poco. C'è chi ha detto che per avere rapporti sessuali durante la pandemia, mi devo mettere la mascherina, dimenticando che l'unico modo per difendersi dall'Hiv o dalle malattie sessualmente trasmesse è il preservativo. È bene parlare di Hiv: continuiamo ad avere molti casi». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, in vista della Giornata mondiale dell'Aids che si celebra domani. Bassetti rimarca anche l'importanza «di fare il test per l'Hiv» a prescindere «dal fatto di considerarsi un soggetto a rischio. Fare il test deve essere come fare un controllo per la glicemia o il colesterolo».

Ore 11.17 - Bonaccini: «Emilia-Romagna potrebbe tornare zona gialla»


«In due settimane è decisamente migliorata la curva dei contagi e il numero dei ricoverati». Così, ancora, Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, parlando a Mattino Cinque. «Probabilmente al termine di questa settimana potremo tornare in zona gialla. Qui — ha sottolineato — prendemmo misure restrittive prima ancora che si prendessero nel resto del Paese, nel corso della prima ondata e anche in questa seconda, prima di diventare zona arancione».

Ore 10.55 - Iss: «Il caldo diminuisce capacità del virus di infettare»
Così come è stato dimostrato anche per altri virus respiratori, la capacità del Sars-Cov-2 di infettare è sensibile all'aumento della temperatura ambientale: diminuisce col caldo e aumenta col freddo. È quanto ha potuto osservare, confermando delle ipotesi già da molti avanzate, un team di ricercatori del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), in uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Microbiologi and Infection dell'European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases. Gli esperimenti condotti in vitro hanno dimostrato che innalzando la temperatura fino a 28 gradi centigradi, la temperatura massima prevista per il mese di giugno, la carica virale subisce un drastico decadimento entro le prime 24 ore dall'emissione di droplet infette, mentre per raggiungere gli stessi livelli di decadimento alla temperatura di 20-25 gradi centigradi (considerata la "temperatura ambiente") sono necessari tre giorni.

Ore 10.51 - Fnomceo: «A Natale non vanno fatti gli stessi errori dell'estate, il virus ora circola di più»


«A Natale le misure restrittive messe in atto dal Governo avranno sicuramente raffreddato la curva dei contagi. Ma questo non significa un "liberi tutti": il virus circola ancora, e in maniera molto più forte rispetto all'estate quando uscivamo da due mesi di lockdown totale. Non compromettiamo in pochi giorni mesi di sacrifici, non ripetiamo gli errori di Ferragosto. Continuiamo a limitare gli spostamenti a quelli necessari e a rispettare le misure igieniche di prevenzione». È questo l'appello lanciato dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli. «Siamo tutti coinvolti in questa partita, solo impegnandoci nella stessa direzione possiamo abbassare la curva».

Ore 10.42 - Vespa: «Come posso mettere in pericolo la salute pubblica se esco dalla Messa di Natale alle 24 invece che alle 22?»


«Gesù nasce ogni giorno nel cuore dei credenti. Non credo che abbia problemi con l'orologio. La Cei abbozza per quieto vivere. Ma da povero cristiano mi chiedo come posso mettere in pericolo la salute pubblica se esco dalla Messa alle 24 invece che alle 22?». Così Bruno Vespa su Twitter risponde alle polemiche che si sono scatenate nei giorni scorsi dopo l'ipotesi di un eventuale spostamento della Messa di Natale alle 22, a causa del coprifuoco legato alle misure anti-Covid (qui l'intervento di padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi: «La messa di Natale? Non è questione di orari, ma di fede»).

Ore 10.38 - Toti (Liguria): «Applicare "modello a zone" allo sci»
«Austria, Slovenia e Svizzera avranno gli impianti sciistici aperti, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio propone lo skipass limitato a chi ha una seconda casa, dobbiamo tenere presente quale sarà la condizione sanitaria dei singoli territori perché il modello a zone sta funzionando e nessuno vuole scassarlo». Così ancora il presidente della Regione Liguria Toti su La7, intervenendo sull'ipotesi di fermare la stagione sciistica in Italia a causa della pandemia.

Ore 10.36 - Gualtieri: «Il Covid ridimensiona critiche e dubbi al Mes»


«Lo scenario che si presenta ai nostri occhi oggi è sicuramente mutato rispetto a un anno fa, il che consente anche di ridimensionare critiche e dubbi» sul Mes. Così il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nel corso dell'audizione in Parlamento sulla riforma del Mes e sull'introduzione del dispositivo di sostegno al Fondo di risoluzione unico (Common Backstop), in vista dell'Eurogruppo di oggi.

Ore 10.32 - Natale: Confcommercio, meno regali, spesa cala del 18%


Per i regali di Natale si spenderanno in Italia 7,3 miliardi quest'anno, il 18% in meno rispetto allo scorso anno, secondo le previsioni dell'ufficio studi di Confcommercio. E solo il 74% dei consumatori farà regali, il minimo mai registrato in questa analisi, in «forte riduzione» dal quasi 87% del 2019. «Tredicesime più leggere, incertezza economica e restrizioni derivanti dalla pandemia frenano i consumi delle famiglie a dicembre con un calo del 12% rispetto all'anno scorso. Ma - afferma l'ufficio studi - la voglia di reagire alla crisi c'è: chi può spenderà per i regali una cifra solo un po' più bassa di quella dello scorso anno (164 euro a testa conto i quasi 170 del 2019)».

Ore 10.31 - Miozzo (Cts): «Non possiamo permetterci un po' di vita. La scelta estrema sarà quella di tornare al lockdown totale»


«Sarà una scommessa difficile: è difficile dire alle persone che un po' di vita non ce la possiamo permettere, che è bene mantenere le regole. La scelta estrema sarà quella di tornare al lockdown totale». Lo ha detto Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, su Rainwes, commentando le immagini della folla lungo le vie dello shopping del weeekend. Alla domanda, Miozzo ha alzato gli occhi e aperto le braccia. «Questo virus ci impone scelte dolorose perché il ricongiungimento familiare per Natale significa il movimento di milioni di persone da Nord e Sud e i movimenti sono i nemici del controllo e ora abbiamo raggiunto discreti risultati».

Ore 10.28 - Il Libano riapre dopo due settimane di lockdown. Ma le scuole rimangono in larga parte chiuse
Il Libano esce da un lockdown di due settimane e l'«apertura progressiva e responsabile» auspicata dal governo riguarda sia le attività commerciali che le scuole, anche se in larga parte queste rimarranno chiuse. È terminato, infatti, questa mattina il periodo di chiusura cominciato a metà novembre in seguito a un graduale aumento dei casi di Covid nel Paese. I ministri della Sanità e dell'Educazione del governo uscente hanno dato indicazioni per una ripresa «responsabile» e «graduale» delle attività, ma i governatori delle varie regioni e i sindaci delle città hanno di fatto ampia autonomia nel decidere i termini. Le autorità libanesi puntano a tenere aperte le attività commerciali almeno per tutto il mese di dicembre per non far perdere al settore le opportunità del periodo delle feste.

Ore 10.11 - Toti (Liguria): «Le Regioni non chiedono


gente che fa trenini e balla ai veglioni»
«Nessuno vuole gente che fa trenini e balla ai veglioni, chiediamo semplicemente di tenere conto della situazione dei territori. Le Regioni esprimono una posizione di buon senso come hanno fatto fino a oggi». Così Giovanni Toti, presidente della Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, su La7. Oggi pomeriggio i governatori si riuniranno in vista del confronto con l'esecutivo sul nuovo Dpcm: «Chiediamo di dare regole per Natale, che non è un periodo normale, ma vale molto per i riti religiosi, per le famiglie che si riuniscono e per le imprese. Ci sono centinaia di migliaia di persone che in queste settimane fanno il 20-30% del fatturato».

Ore 9.56 - Boccia: «Assembramenti negozi? Le regole vanno rispettate. Serve rigore per evitare la terza ondata»


«È inevitabile che quando si riaprono attività commerciali ci sia la voglia di tornare in giro, è naturale la reazione ma quello che non può essere naturale è non rispettare le regole». Così il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, parlando a Rainews24, in merito alle code fuori dai negozi a Milano e Torino dopo il passaggio in zona arancione. «Il mese di dicembre deve servire a consolidare i dati per evitare la terza ondata, serve rigore», ha aggiunto. «Se decidiamo che c'è un limite orario per gli spostamenti, che si torna a casa indipendentemente da quello c'è da fare, se c'è da festeggiare il Capodanno "si festeggia a casa"». E ha concluso: «Se le regole dicono che non ci si può spostare, io a Natale resterò a Roma. Poi il momento dell'abbraccio con i miei genitori e parenti in Puglia arriverà e se arriverà in un giorno diverso da quello solito, credo che lo capiranno tutti».

Ore 9.46 - Zampa: «A Natale sarebbe meglio non spostarsi. Scuola aperta a spot non serve a nessuno»
«Non lo so se ci si potrà spostare tra le Regioni, so di certo che si sta lavorando a ipotesi restrittive e severe, in cui si farà in modo anche di raccomandare, ci saranno strumento diversi, si cercherà di fare in modo che le persone comprendano che spostarsi il meno possibile sia la cosa necessaria da fare oggi». Lo ha detto la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, intervenendo a Radio24. «Detto questo - ha aggiunto - visto che le ipotesi che si leggono creano un'ansia impressionane nelle persone, più che comprensibile, preferirei non contribuire con ipotesi non ancora confermate. Il Dpcm non c'è, ci sono ipotesi che verranno discusse con le con le regioni, che verrà illustrato giovedì dal ministro». «Io non credo che alla fine ci saranno riaperture prima di Natale. Questo è un elemento negativo, perché il Paese non è in grado di reggere, ma penso che la scuola aperta a spot non serva a nessuno, serve solo a far arrivare delle vampate di ripresa di contagi», ha concluso.

Ore 9.45 - Giani: «In Toscana 893 nuovi casi su 10.383 tamponi»


«I nuovi casi positivi registrati nelle ultime 24 ore in Toscana sono 893 su 10.383 tamponi molecolari e 1.027 test rapidi effettuati». Lo ha scritto, sulla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, anticipando il dato sui nuovi casi di Covid registrati nelle ultime 24 ore (qui il bollettino di ieri, domenica 29 novembre). «Siamo fieri delle donne e uomini che ogni giorno e notte salgono sulle ambulanze e auto mediche - ha aggiunto Giani, pubblicando la foto di un infermiere in tuta anti Covid -. Dall'inizio dell'emergenza lavorano senza sosta con turni logoranti per dare il massimo nella lotta al virus».

Ore 9.35 - Riaprono scuole medie e negozi in Alto Adige. In funzione gli impianti di sci in val Senales, ma solo per gli allenamenti
Dopo un lockdown di 16 giorni e uno screening di massa, in Alto Adige oggi riaprono tutti i negozi e i mercati alimentari. Riprendono la loro attività anche i parrucchieri e gli estetisti. Bar e ristoranti per il momento possono offrire solo servizio d'asporto, ma venerdì - quando l'Alto Adige dovrebbe uscire dalla zona rossa - probabilmente potranno lavorare dalle 5 alle 18. Oggi è ripresa anche la didattica in presenza in tutte le scuole medie, mentre sul ghiacciaio della val Senales riaprono gli impianti per gli allenamenti della squadre agonistiche.

Ore 9.28 - Cirio (Piemonte): «Folla di ieri a Torino inaccettabile. Chiederò interventi rigorosi, non possiamo tornare all'estate»
«Quello che ho visto ieri in alcune vie a Torino è qualcosa che mi riporta con la mente in estate e non possiamo permettercelo». Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, commenta così le immagini della folla che ieri hanno accompagnato la riapertura dei negozi. «Quello che è successo ieri a Torino è inaccettabile», sottolinea ai microfoni di Radio Veronica One. «Questa mattina parteciperò al Comitato per l'Ordine pubblico e chiederò al prefetto interventi rigorosissimi - aggiunge - So che le forze dell'ordine hanno fatto tanto ma evidentemente non basta. I piemontesi si stanno comportando in modo serio, ma laddove ci sono situazioni che scappano di mano bisogna intervenire subito in maniera netta».

Ore 9.03 - Bonaccini: «A Natale limitare spostamenti tra Regioni. Tra una settimana spero di essere completamente guarito»


«Uso il verbo limitare che credo sia il più corretto, e poi nei prossimi giorni si faranno verifiche anche alla luce di nuovi dati»: così il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ospite di Mattino 5, ha risposto a chi gli chiedeva sull'ipotesi di vietare gli spostamenti tra Regioni nel periodo di Natale per evitare il rischio di diffusione del Covid. E ha aggiunto: «Ho fatto tre settimane in isolamento, sto terminando la cura della polmonite e tra una settimana spero di essere completamente guarito. Sono stato ricoverato solo una giornata e poi ho potuto continuare le cure a casa. Ho seguito le indicazioni dei medici, qui abbiamo una sanità che è un'eccellenza nazionale e non solo. Sarebbe utile — ha concluso — portare nelle terapie intensive chi nega l'esistenza del Covid, cambierebbe opinione immediatamente».

Ore 8.30 - Galli: «Mantenere le precauzioni, non è una gara tra Regioni»


«Il punto è che c’è ancora moltissimo virus che circola e appena ottenuto l’accenno di un risultato non si può pensare ad una situazione di “liberi tutti”, l’abbiamo già vissuta questa esperienza...», quindi «è evidente che se non si mantengono le precauzioni si vedranno le conseguenze che abbiamo già vissuto». Così Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, ad Agorà su Rai 3. «Non è un merito né una gara» tra le Regioni che cambiano colore, mentre «sembra quasi, e lo si sente dal lessico corrente di qualche politico o Governatore». «Mi rendo perfettamente conto dell’esigenze dell’economia e del commercio - ha osservato l’infettivologo - però è evidente che il problema della salute della gente è veramente importante». Altrimenti, «non potremo che rivedere una situazione simile a quella che abbiamo già vissuto», arrivando cioè a una terza ondata di Covid (qui l'approfondimento sul Natale degli esperti).

Ore 8.19 - Germania, 11.169 i nuovi casi
Sono 11.169 i nuovi casi di infezione da Covid registrati in Germania. A riportare il dato è stato oggi il Robert Koch Institut. Il totale delle infezioni registrato nel Paese è di 1.053.869, il numero dei decessi è salito di 125 (raggiungendo il totale di 16.248), come mostra la mappa aggiornata dei casi nel mondo.

Ore 7.52 - Seul valuta rinvio conferenza sulle operazioni di pace Onu
Il governo della Corea del Sud sta valutando il rinvio di una conferenza ministeriale sulle operazioni di pace Onu in programma a Seul ad aprile 2021, in considerazione della pandemia. Il ministro della Difesa Suh Wook, il ministro degli Esteri, Kang Kyung-wha, e altri funzionari governativi di alto livello hanno tenuto un incontro preparatorio in vista della conferenza, e hanno discusso l’ipotesi di modificare il calendario dell’evento «in considerazione della situazione della Covid-19 e delle opinioni degli Stati membri dell’Onu», recita una nota del ministero della Difesa.

Ore 7 - Locatelli: «Zone bianche? Per ora restiamo ai tre colori»
Aggiungere una «zona bianca» a zona rossa, arancione e gialla, individuando con quella un’area in cui numeri in calo della pandemia consentirebbero un po’ più di libertà, magari con bar e ristoranti che possano rimanere aperti anche la sera? «Fermiamoci per ora ai tre colori che conosciamo, poi dopo Natale ne riparliamo...». È questa la risposta del professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico che monitora l’andamento epidemiologico da Covid, al governatore della liguria, Giovanni Toti, che ha formulata l’idea, ieri sera in diretta a Che tempo che fa su RaiTre.

Ore 6.06 - Giappone, record di malati gravi negli ospedali


Il numero di pazienti ricoverati negli ospedali del Giappone per forme gravi di infezione da Covid-19 hanno raggiunto la cifra record di 462, secondo i dati aggiornati forniti dal ministero della Salute di quel paese ieri, 29 novembre. Nei giorni scorsi le amministrazioni di Tokyo, Nagoya e della prefettura di Aichi, nel Giappone Centrale, hanno chiesto agli esercizi della ristorazione di ridurre gli orari di apertura a partire dal fine settimana appena trascorso, per frenare l’aumento dei contagi. Nella sola giornata di ieri, Tokyo ha confermato 418 nuovi casi di Covid, un dato che resta elevato, anche se in calo rispetto ai 570 casi di venerdì, 27 novembre.

Ore 3.36 - Giappone-Cina, da oggi ripristino voli viaggi affari
Giappone e Cina riavviano i collegamenti aerei per i viaggi di affari a partire da oggi, riducendo gradualmente le restrizioni presenti a causa del Covid, nel tentativo di promuovere le attività commerciali nella regione. Gli spostamenti tra le due sponde saranno possibili sia per i soggiorni brevi che per quelli di lunga duratalme seguono le stesse disposizioni che il governo di Tokyo ha adottato nelle scorse settimane con la Corea del Sud, il Vietnam e Singapore. Le autorità locali prevedono un flusso consistente di cittadini cinesi all’aeroporto internazionale di Narita, a nordest della capitale, con il ripristino di circa 20 voli settimanali tra i due Paesi vicini.

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