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Sfregio alla casa confiscata alla camorra, sulla porta una minaccia: “Vi taglio la testa”

Cronaca Napoli

Purtroppo, nel nostro paese, è ancora troppo grande la difficoltà nel comprendere quanto sia importante strappare dalle mani della camorra i beni più preziosi

Assolutamente vergognoso quanto accaduto a Casalnuovo, in provincia di Napoli. Sulla porta di una casa confiscata alla camorra è comparsa la scritta: "Vi taglio la testa se vi prendete la casa". Come ampiamente raccontato dal sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, l’obiettivo è sempre stato rendere l’appartamento un centro per famiglie in difficoltà. Il primo cittadino, attraverso i suoi canali social, ha raccontato la vicenda, pubblicando le foto della minaccia e dell'appartamento danneggiato.

"Minacce e danneggiamenti in uno dei beni confiscati alla camorra. La frase che leggete è rivolta a me e a tutti quelli che negli ultimi mesi hanno operato per liberare questo immobile confiscato a Casarea e affidarlo alla comunità. In questo appartamento – continua il sindaco – stiamo per iniziare i lavori per il Centro Famiglie delle nostre Politiche Sociali. Qualcuno ha pensato bene di forzare l’ingresso, distruggere tutto e imprimere una bella minaccia sulla porta. Nonostante tutto non ci faremo intimorire, andremo avanti anche questa volta!".

L’amministrazione di Casalnuovo non ha perso tempo e, nella giornata di ieri, ha immediatamente fatto partire i lavori per la realizzazione del centro famiglia comunale dedicato ai minori. È stato organizzato, inoltre, un flashmob dimostrativo con raduno nei pressi del bene confiscato.

“Ringrazio i colleghi Sindaci, i consiglieri regionali e comunali, gli assessori, le forze dell’ordine, tutte le associazioni e le scuole che sono intervenute al flashmob sul bene confiscato di Casarea – conclude il primo cittadino - non ci fermeremo, insieme andremo avanti. Il nostro no alla camorra è fermo e convinto. Questo bene è della comunità di Casalnuovo ed a breve diventerà sede distaccata per gli incontri protetti delle nostre Politiche Sociali”.

L’importanza di confiscare beni alla camorra

Purtroppo, nel nostro paese, è ancora troppo grande la difficoltà nel comprendere quanto sia importante strappare dalle mani della camorra i beni più preziosi. Confiscare un bene alla criminalità organizzata significa dare il via a un percorso di legalità fondamentale per i comuni. Quest’ultimi, infatti, si ritrovano beni confiscati nei propri confini e possono procedere al loro riutilizzo in favore della comunità stessa. Inoltre, non va trascurato neanche il messaggio psicologico che arriva ai criminali, ma anche ai territori che subiscono le vessazioni della camorra.

Togliere un bene alla camorra è un segnale di forza da parte dello Stato nei confronti della criminalità organizzata.

Significa ripagare il camorrista con la sua stessa moneta: “La tua attività criminale ti ha permesso di avere queste belle cose? Perfetto: ora sono mie!”

Tutto il credo del Sistema si basa sulla sopraffazione. Confiscare un bene significa dimostrare in maniera tangibile che la forza dello Stato è superiore a quella delle mafie. Per questi motivi occorre riversare sempre maggiori sforzi in questa attività. La legge n. 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie rappresenta una delle armi più importanti che abbiamo per affrontare la criminalità organizzata. Con l’impegno e la capacità di comprenderne il fondamentale rilievo potremo finalmente vincere questa interminabile guerra.