Italy

Sindacati e imprese decisi: patto per il tessile mantovano

Primo confronto a Castel Goffredo dopo l’appello di Filctem, Femca e Uiltec. Verso il tavolo permanente: convocato subito un secondo incontro per il 28

Patto per il tessile mantovano: non un semplice passo avanti, ma un passo concreto per un cammino comune a sostegno di un settore strategico per il territorio quello compiuto ieri dal primo tavolo tra sindacati e associazioni di imprese nato dall’appello lanciato attraverso la Gazzetta da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. L’incontro nella sede del Centro servizi calza di Castel Goffredo ha visto gli attori in campo decisi a bruciare le tappe convocando subito un secondo vertice per lunedì 28. «Il nostro appello unitario – dichiara il segretario Filctem Michele Orezzi – ha colto nel segno: tutte le rappresentanze del mondo delle imprese hanno partecipato portando il proprio punto di vista con grande spirito costruttivo. Ringraziamo tutti sia per la presenza che per l’approccio dialogante: non era scontato. Dopo tre ore di confronto abbiamo deciso di rilanciare a un secondo incontro che servirà a mettere a fuoco la sintesi di quello che per noi può diventare un vero e proprio tavolo permanente a difesa del tessile mantovano. Lo sforzo per costruire obiettivi comuni concreti dovrà essere di tutti, con oggi si è di sicuro iniziato a lavorare nella giusta direzione». Un incontro «interlocutorio ma produttivo – aggiunge il segretario Femca Gianni Ardemagni – credo che sia matura la consapevolezza che sui due ambiti che riguardano l’impresa e il lavoro e dentro uno schema di responsabilità sociale e di bene comune, si possa individuare ogni possibilità d’intervento che sostenga la ripartenza, salvaguardando occupazione e competenze». E anche per Giovanni Pelizzoni, segretario Uitec, «abbiamo fatto un passo importante: chi aveva risposto all'appello era presente, ci sono molti punti in comune da sviluppare lo faremo a stretto giro. Avanti così».

Un’iniziativa che il direttore generale di Confindustria Maurizio Migliarotti definisce «opportuna per salvaguardare e rilanciare un settore strategico per il territorio». «Occorre darsi un metodo di lavoro e presentare al governo un progetto forte, perché univoco e condiviso, per dare prospettiva al settore. – aggiunge – Confindustria ha chiesto l’insediamento del tessile di Mantova al tavolo di crisi del settore chiesto dal Sistema moda Italia al Mise. Azione portata avanti sia con il vice presidente Gambetti in consiglio generale Smi, sia tramite il presidente Bianchi che ha scritto al presidente Smi. L’obiettivo è superare gli interventi emergenziali con misure strutturali, che vadano a finanziare le priorità che emergeranno anche tramite questa iniziativa territoriale, se la rendiamo efficace. Il dibattito sullo sblocco dei licenziamenti rischia di far perdere l’attenzione sul tema fondamentale, la sopravvivenza dell’industria: questo comparto soffre per una crisi che richiede interventi strutturali. Come la questione dell’accesso al credito, vitale in questa fase. Il problema del distretto della calza si è acuito con il Covid, ma nasce prima e con questa consapevolezza va affrontato: questo patto avrà un senso se riusciremo a trovare la sintesi tra di noi, puntando su ciò che ci unisce per affrontare i prossimi mesi portando proposte e istanze ai tavoli che decidono. Il tempo è poco e le soluzioni urgenti».

Il direttore di Apindustria Giovanni Acerbi parla di «primo laboratorio di nuove relazioni, in cui abbiamo condiviso la necessità che il distretto diventi una priorità della politica e delle istituzioni in modo da fare sistema attorno a questa eccellenza che può dire ancora la sua nello sviluppo economico del territorio». Presenti anche Cna, con il direttore Elisa Rodighiero, e Confartigianato con Francesca Chizzolini, il Distretto della calza era rappresentato dal presidente di Adici Alessandro Gallesi e da presidente e direttore di Csc Massimo Bensi e Davide Bonassi. «Un incontro molto positivo – commenta Gallesi – il primo tra tutte le componenti di rappresentanza datoriale e dei lavoratori con molti punti di convergenza dal punto di vista sia della necessità di un periodo più lungo di ammortizzatori per il settore sia della volontà di rendere organico questo gruppo di lavoro per condividere le scelte del territorio e relazionarsi con un peso più significativo con le istituzioni». Un tavolo «servito – conclude Bensi – per condividere preoccupazioni ma sopratutto valori da rilanciare. Un buon inizio al quale serve un immediato prosieguo per mettere al centro e sullo stesso piano, aziende e lavoratori».

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