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Stephen Jackson, ex NBA amico di George Floyd: “Sono distrutto. I suoi assassini meritano la galera”

La morte di George Floyd ha sconvolto il mondo, sui social il video dell'arresto è diventato virale e le reazioni dovunque sono state simili. Lo sdegno è stato tantissimo. Anche il mondo dello sport si è espresso e ha commentato quello che è successo a Minneapolis, oltre a tanti campioni di ieri e di oggi ha fatto sentire la sua voce Stephen Jackson, ex giocatore della NBA, che George Floyd lo conosceva benissimo, i due erano soprannominati ‘I gemelli'.

Le durissime parole di Jackson

Ha tenuto una conferenza stampa Jackson, erano presenti con lui anche l'attore Jamie Foxx e due giocatori del Minnesota Timberwolves Karl-Anthony Towns e Josh Okogie. L'ex cestista ha espresso nuovamente tutta la sua rabbia per la morte del suo amico fraterno George Floyd: "Faremo tutto il possibile affinché questi figli di p…. finiscano in galera".

Sono ferito e arrabbiato, ma non ho paura

Ha trattenuto le lacrime, ma non ha mai abbassato lo sguardo mentre parlava dell'amico di sempre George Floyd, morto a 46 anni dopo essere stato soffocato da un poliziotto, che è stato arrestato. Jackson ha promesso giustizia

Quando la polizia fa una cosa e capisce che è sbagliata cerca di coprirla citando il tuo passato per farla sembrare più giusta. Ma da quando uccidere è giusto? Eppure se è un uomo nero, sembra vada bene. Io sono qui perché stanno cercando di sminuire il mio fratello in tutti i modi. George era un uomo nero. E non potete dirmi che quando quell'uomo aveva il suo ginocchio sul suo collo, mentre gli portava via la vita con le mani in tasca, quel ghigno sulla faccia non stesse a significare “io sono protetto”.

Ai miei fratelli bianchi dico che li amo. A ogni razza qui, vi amo. Ma si è arrivati a un punto ora in cui se mi amate ma non state dalla mia parte, allora il vostro amore non significa un ca…. Sono ferito, arrabbiato, ma non ho paura. Userò tutto quanto nelle mie possibilità per far andare questi figli di p…. in galera. Dovete scusarmi se uso queste parole, ma sono un orgoglioso uomo nero.

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