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Terza dose fino a Lecco? Paderno Dugnano si candida per un nuovo centro vaccinale

Il centro vaccinale consigliato più vicino è a Monza. Oppure al Palazzo delle Stelline a Milano, se non addirittura a Lecco. In questi giorni tanti over 40 di Paderno Dugnano, e non solo, sono alle prese con la prenotazione della terza dose di vaccino contro il Covid, ma rispetto alla scorsa primavera mancano i centri massivi. A questi nelle ultime ore si è aggiunto quello aperto a Garbagnate Milanese. 

Così c’è chi dovrà farsi 13 chilometri per arrivare all’ex Philips a Monza o addirittura ben 50 con oltre un’ora di viaggio in auto per andare al Palataurus di Lecco. In questo scenario Paderno ha risposto all’appello di Areu, l’Agenzia regionale di Emergenza Urgenza. Il Comune sarebbe pronto a ripetere l’esperienza del centro vaccinale con associazioni e volontari insieme. Non negli spazi dell’oratorio don Bosco (nella foto) e neppure con gli stessi numeri, ma in forma più ridotta per rispondere alle esigenze della terza dose e del prossimo inverno.

Il Comune ha candidato alcuni spazi come centro vaccinale dopo l’esperienza dell’oratorio don Bosco. In poco pioù di 5 mesi sono state inoculate oltre 90mila dosi a oltre 50mila persone provenienti dai comuni del Nord Milano. Assieme ai volontari ha lavorato anche il personale della clinica San Carlo per garantire in alcuni momenti fino a 10 linee di vaccinazione. Standard in linea con i centri massivi che sono stati asperti dalla scorsa primavera, ma che con la fine dell’estate sono stati chiusi.

In queste ore sarebbe partita la chiamata alle armi anche a Paderno per candidare spazi e capire la disponibilità degli stessi soggetti che hanno lavorato insieme fino a un paio di mesi fa. La risposta da parte di Ats che autorizzerà o meno il nuovo centro vaccinale è attesa in queste ore. Rispetto a qualche mese fa, ora è sufficiente garantire fino a 3/4 linee vaccinali con una riduzione significativa di spazi, personale e volontari. Areu ha infatti richiesto centri di prossimità e non massivi. Oltre a garantire personale, gli spazi di almeno 150 metri quadri devono rispondere anche a requisiti specifici per garantire gli accessi. In quest’ottica il palazzo Sanità di via 2 giugno sarebbe stato scartato.