Italy

Un "esercito" di 300 tecnici. Ecco chi gestirà i soldi del Recovery Fund

Quando il governo giallorosso non sa dove sbattare la testa - quasi sempre, sostanzialmente - si affida a mastodontiche task force formate da decine e decine di "esperti" di vario genere. Questa sera il premier Giuseppe Conte ha convocato una riunione per fare il punto sul Recovery Fund e su come gestire i 209 miliardi di euro del Piano Next Generation dell'Unione europea, con l'obiettivo di definire l'intera governance e la cabina di regia. Presenti i capi delegazione delle forze di maggioranza, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, degli Affari Europei Vincenzo Amendola e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. Come spiega il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a Stasera Italia, su Rete 4, "tra le richieste fatte c'è anche quella di iniziare ad affrontare il tema di una struttura per la gestione del Recovery fund e oggi se n'è iniziato a parlare. Siamo soddisfatti di questo, vediamo cosa ne uscirà fuori".

L'obiettivo, ha spiegato l'esponente dem, è che i 209 miliardi destinati ai Paesi Ue per fronteggiare l'emergenza economica "vengano spesi bene e rapidamente". "Noi abbiamo detto spesso che così come è organizzata la macchina dello Stato crea incertezza sulla distribuzione dei fondi. Serve quasi una contro-Ragioneria dello Stato che vigili che vengano spese le risorse", ha suggerito Orlando. Secondo le prime anticipazioni, il governo pensa a una struttura piramidale. Dovrebbero esserci dunque un organo politico e un organo tecnico-esecutivo. L'organo politico ruota attorno al Ciae, il Comitato interministeriale per gli affari europei, guidato dal ministro Amendola (delegato ai rapporti con Bruxelles) e ha come figure di riferimento il premier Conte e i ministri Gualtieri (Economia) e Patuanelli (Sviluppo economico). L'organo tecnico simile a un comitato esecutivo costituito da 6 super manager, coadiuvati da una task force di ben 300 persone. Una super task force che avrà il compito di gestire i fondi provenienti dall'Ue. Forse per coprire le gravi mancanze dell'esecutivo.

Come spiega il Corriere della Sera, i manager dovrebbero essere scelti dal governo e avranno presumibilmente poteri eccezionali: saranno responsabili degli obiettivi del Recovery, anche con poteri e deleghe sostitutivi rispetto ai soggetti attuatori. L’assetto della governance del Recovery fund dovrebbe essere definito con una norma inserita nella legge di bilancio.

Da parte di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia, arriva un duro monito al governo Conte: "L'opposizione di centro-destra ha dimostrato, in occasione di ben tre scostamenti di bilancio, di essere responsabile e disponibile al dialogo. Adesso il Governo deve fare lo stesso sulla partita cruciale del recovery plan, che non può essere gestita come una questione privata del presidente del Consiglio e di Palazzo Chigi". È urgente, sottolinea Gelmini, "recuperare i ritardi accumulati sulla pianificazione, serve maggiore trasparenza e un vero confronto sulle priorità italiane. Conte coinvolga tutto il Parlamento e le Regioni: le risorse del Next Generation Eu non possono essere sprecate".

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