Italy

Un’idea radicale di bellezza nel jazz di Rino Arbore

Esce per la Dodicilune l’ultimo album del chitarrista barese, «Temporary Life?», un magnifico esempio di musica non riconciliata di rara forza espressiva, intensità e bellezza

di Fabrizio Versienti

Meglio dichiararlo subito: «Temporary Life?», il nuovo album del chitarrista e compositore barese Rino Arbore, appena pubblicato dall’etichetta Dodicilune sei anni dopo il precedente «The Roots of Unity», è un disco di rara forza espressiva, intensità e bellezza. Punto di partenza sono le fotografie scattate nel 1943 a Czeslawa Koka, 13enne reclusa polacca nel campo di concentramento di Auschwitz, da parte del prigioniero-fotografo Wilhelm Brasse: sono tre ritratti per gli archivi dell’efficiente macchina burocratica del lager. La ragazza è terrorizzata, ha un livido sul labbro, è appena arrivata, non parla una parola di tedesco e non capisce cosa le stia accadendo. Tre mesi dopo sarà uccisa. Arbore parte da queste immagini per sviluppare in dieci composizioni originali un ampio affresco musicale percorso da una tensione che non si allenta mai. È come se la musica stessa si interrogasse senza sosta intorno a categorie come la violenza, il dolore, la responsabilità e la colpa, o meglio cercasse di elaborare i complessi stati d’animo generati da quelle categorie. All’opera è un quintetto molto «normale», in apparenza: con il leader alla chitarra ci sono Giorgio Distante alla tromba, Mike Rubini al sax contralto, Giorgio Vendola al contrabbasso e Pippo D’Ambrosio alla batteria. Ma quello che si ascolta è tutt’altro: rari i temi all’unisono, le linee melodiche s’intrecciano in una polifonia sostenuta dall’oscuro incalzare della ritmica, e gli assoli (che pure ci sono, tutti suonano magnificamente) s’inseriscono nella trama collettiva. La scrittura di Arbore si muove tra contemporaneità estrema («Corpi inutili») e free-bop («Czeslawa Cries»), con momenti di grande, struggente lirismo (dalla title track a «L’amore in fondo»). Un’opera complessa, matura ed emozionante.

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