Italy

Un piano straordinario  per scuola e università

Caro direttore,
la traumatica esperienza della pandemia ha messo e mette in difficoltà tanti settori della vita produttiva, sociale e culturale. Quello più penalizzato rimane la scuola dalle elementari all’università: piccoli e adulti hanno perso tempo prezioso per la propria istruzione e formazione, difficilmente recuperabile nella congiuntura attuale. Rischia questa generazione di pagare pesantemente con l’abbassamento inevitabile degli obiettivi didattici e culturali e di non essere all’altezza per competere nell’Ue e nel mondo. Il prolungamento dell’obbligo scolastico fino ai 18 anni, come proposto da Riccardo Franco Levi (Corriere,24 marzo), s’impone, se vogliamo contrastare il preoccupante, diffuso analfabetismo, acuito dalla Dad. L’innalzamento dell’obbligo a tutti fino ai 18 anni non rappresenta una misura concreta e opportuna per recuperare il tempo perduto ed elevare il livello culturale del Paese? Sottovalutare le ricadute negative della pandemia sulla preparazione degli studenti piccoli e grandi non sarebbe un errore da parte del governo Draghi?
Domenico Mattia Testa

Caro signor Testa,
Quando tutto questo sarà finito (e sono sicuro che finirà presto) dovremo fare i conti con le gravi conseguenze sociali, economiche e psicologiche della pandemia. Per i ragazzi prima di tutto. Ragazzi che hanno dovuto sospendere le loro vite, spesso azzerare i rapporti con i compagni di classe e con i loro amici. Che hanno dovuto sperimentare sulla loro pelle una didattica a distanza che mai potrà sostituire la presenza in classe e il rapporto di formazione ed educazione con maestri e professori. Credo che tantissime scuole abbiano cercato di fare del loro meglio, siano riuscite a dare continuità all’insegnamento con dedizione. Qualcuna lo ha fatto un po’ meno, altre hanno pagato l’arretratezza in termini di strumenti tecnologici e di connessione. Dalla pandemia usciranno due Italie anche nel mondo della scuola. Per questo il Paese deve mettere in campo rapidamente un piano straordinario per l’istruzione, più importante di molti dei progetti che circolano per la ripresa. Recuperare il tempo perduto, colmare i ritardi è essenziale. Ma ancora di più bisogna pensare a come far crescere tutto il sistema scolastico: dalla ristrutturazione degli edifici agli stipendi degli insegnanti, dalle dotazioni tecnologiche alla revisione dei programmi e degli indirizzi. Più istruzione, più diplomati e laureati è l’obiettivo irrinunciabile. Migliore qualità degli studi (soprattutto nel campo tecnico e scientifico in cui paghiamo una forte arretratezza) e, perché no, anche prolungamento dell’obbligo scolastico. Lo dobbiamo ai ragazzi ancora chiusi nelle loro case davanti a un computer collegato con il docente.

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