Riunione prevista alle 17: saranno presenti, oltre al premier e ai governatori anche i ministri Gelmini e Speranza, il commissario Figliuolo e il capo della protezione civile Curcio

Le tensioni tra governo e Regioni sui vaccini sono state “abbondantemente superate”. Alla riunione di oggi alle 17 il premier Mario Draghi ci sarà proprio per confermare lo spirito di unità e coesione che deve essere la stella polare della campagna vaccinale. Il j’accuse in Parlamento aveva fatto alzare, nei giorni scorsi, la tensione, con il faro puntato sulla difformità del metodo di somministrazione, riscontrato sull’intero territorio nazionale, e aggravato soprattutto dal mancato rispetto del principio, fondamentale per combattere la pandemia, di precedenza delle categorie come anziani e più fragili. Una scossa per i governatori che avevano immediatamente avanzato la richiesta, su spinta di Giovanni Toti e portata a palazzo Chigi da Stefano Bonaccini, di un confronto che evitasse lo scaricabarile e si concentrasse sulle effettive responsabilità di entrambe le parti in causa.

Sono bastate tuttavia le parole di Draghi in conferenza stampa, “la risposta delle Regioni è stata ampiamente positiva” e “bisogna lavorare tutti insieme”, a far ingranare la marcia e trasformare la riunione di oggi in un incontro squisitamente operativo, dove la presenza del premier, evidentemente conferma l’unità di intenti. Per il governo saranno inoltre presenti, i ministri Gelmini e Speranza, il commissario Figliuolo e il capo della protezione civile Curcio. Sul tavolo il primo carico di siero previsto per questa settimana, con quasi 3 milioni di dosi, che saranno distribuite per tutte le regioni. Le task force nelle regioni più indietro, il sistema di Poste avviato per le prenotazioni stanno dando i primi risultati con una media nazionale di somministrazioni dell’85 per cento e il superamento della soglia di 9 milioni di iniezioni lasciano ben sperare. L’obiettivo resta comunque quello di predisporre il piano quando in Italia, secondo gli accordi, arriverà il carico più importante quello di quasi 20 milioni di vaccini, un appuntamento su cui il governo non ammette passi falsi. “Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, non ci devo essere furbetti o cittadini di Serie e B”, avverte Gelmini.

Insomma la macchina è stata predisposta e anche oliata e come ribadisce Bonaccini: “Finora non è mancata l’organizzazione, sono mancate le dosi”. Quindi con i nuovi rifornimenti non ci sono scuse che tengano. E il dialogo tra governo e regioni prosegue, con un altro capitolo su cui il confronto è praticamente obbligatorio. “Nei prossimi giorni vedremo Franco sul Recovery plan e la prossima settimana avremo un’altra riunione anche con Draghi perché queste due sfide sono cruciali e su queste gli italiani giudicheranno anche il governo”, annuncia il governatore dell’Emilia Romagna. Poi l’affondo al collega Vincenzo De Luca, che in autonomia vuole accaparrarsi anche le dosi dello Sputnik: “Nessuno in questo momento può acquistare vaccini senza l’autorizzazione di Ema e di Aifa, se poi le regole cambieranno vedremo”.

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