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Vaccino antinfluenzale, i medici: “Meglio aspettare due settimane dopo la terza dose Covid”

Le Regioni si sono dette pronte ad erogare contestualmente la terza dose del vaccino anti Covid e quella contro l’influenza stagionale, ma a tirare il freno è stato Silvestro Scotti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). “Attendiamo indicazioni su come procedere, mma potrebbe essere opportuno attendere comunque qualche settimana tra le due somministrazioni”.

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È di ieri la circolare del Ministero della Salute che chiarisce a chi andrà la terza dose di vaccino anti Covid nelle prossime settimane: la somministrazione al momento sarà riservata – recita il documento firmato da Gianni Rezza – a tutti i soggetti "dagli 80 anni di età, personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani e, in un momento successivo, agli esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario che svolgono le loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi, a partire dai 60 anni o con patologia concomitante tale da renderli vulnerabili a forme di Covid-19 grave o con elevato livello di esposizione a infezione". L'eventuale estensione del ricorso alla dose aggiuntiva dipenderà dall'andamento dell'epidemia e dalla pressione sugli ospedali. Nel frattempo, però, sono in molti a domandarsi come ci si dovrà regolare con un altro vaccino, quello antinfluenzale che solitamente veniva somministrato proprio poco prima dell'inizio dell'inverno soprattutto agli anziani. Che fare, dunque?

Le Regioni si sono dette pronte ad erogare contestualmente la terza dose del vaccino anti Covid e quella contro l'influenza stagionale, ma a tirare il freno qualche giorno fa è stato Silvestro Scotti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). "Attendiamo indicazioni su come procedere per la somministrazione del vaccino antinfluenzale, a partire da ottobre con l’avvio della campagna di vaccinazione stagionale, e se questo andrà somministrato insieme eventualmente alla terza dose del vaccino anti-Covid. Ma potrebbe essere opportuno attendere comunque qualche settimana tra le due somministrazioni". Secondo Scotti "ai fini della valutazione di eventuali effetti collaterali legati ai vaccini sarebbe buona cosa lasciare un intervallo di qualche settimana tra la somministrazione della terza dose anti-Covid e dell’antinfluenzale. D’altronde anche nel modulo di consenso informato del ministero per la vaccinazione anti-Covid c’è una domanda in merito al fatto se si sia effettuata un’altra vaccinazione nelle 4 settimane antecedenti. In ogni caso c’è bisogno di un’indicazione chiara, proprio perché le prima persone che saranno vaccinate contro l’influenza sono gli anziani, che sono anche tra i primi candidati per la terza dose anti-Covid”.

Per il numero uno della Fimmg "il rischio della co-somministrazione dei due vaccini è che, a fronte di eventuali reazioni, sarebbe più complesso identificare una relazione causale rispetto alla tipologia di vaccino, ovvero se mettere in relazione la reazione con un vaccino o con l’altro. A meno che – precisa – non ci siano evidenze e studi sulla certa non interferenza tra i due tipi di vaccinazione somministrate in contemporanea".

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