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Valzer di poltrone per le società “in house” dell’Alto Garda: Torboli nominato da Santi alla guida di Apm. Il Pd contesta la scelta

ALTO GARDA. Nell’Alto Garda è tempo di nomine all’interno delle società “in house” dei due principali comuni della zona: Riva del Garda ed Arco. Se per Apm Alto Garda Parcheggi e Mobilità Srl i giochi sono fatti, con la nomina di Marco Torboli quale amministratore unico della società, pochi chilometri più a nord Chiara Malfer potrebbe completare (in quota opposizioni) la rosa di nomi proposta per il Cda di Amsa Srl.

Ma procediamo con ordine. Per quanto riguarda Apm Alto Garda Parcheggi e Mobilità Srl, la società che gestisce l’oneroso sistema della sosta rivano, la nomina di Torboli era nell’aria da tempo tant’è vero che lo stesso aveva rassegnato in anticipo le dimissioni da segretario del Patt. Cristina Santi ha voluto scegliere un uomo di fiducia, non a caso Torboli è stato uno dei principali fautori dell’alleanza fra la coalizione leghista e il “Polo Civico Territoriale Autonomista” che alle ultime elezioni ha scalzato il sindaco uscente Adalberto Mosaner. Una curiosità il curriculum dell’ex segretario del Patt è l’unico che non è accessibile al pubblico, comunque questa circostanza non gli ha impedito di prevale sugli altri 12 candidati.

La scelta della sindaca, come c’era da aspettarsi, ha scatenato le dure reazioni del Partito Democratico: “Questa nomina – afferma il segretario rivano Tiziano Chizzola – non fa altro che consolidare una gestione personalistica e da Prima repubblica. Colpisce soprattutto la sfacciataggine di questa scelta che evidentemente è legata al ruolo avuto da Torboli nel portare il Patt rivano nelle braccia leghiste”. Parla di un “comportamento predatorio”, il consigliere Dem Gabriele Bertoldi: “Tutto legale, sia ben chiaro, ma forse non tutto ciò che è legale è giusto. Si pubblica per dovere un bando farsa, in cui il curriculum del predestinato è l’unico non disponibile (e sappiamo tutti non confrontabile con gli altri depositati) e poi il predestinato segretario politico viene nominato a dirigere una società pubblica con relativo emolumento. Con buona pace dei discorsi su merito, competenze e casta”.

Passando invece ad Arco nei giorni scorsi il consigliere Giacomo Bernardi (candidato sindaco sostenuto dalla Destra) ha inviato una mail all’attuale sindaco Alessandro Betta indicando quello che dovrebbe essere il nome condiviso dalle minoranze per la nomina all’interno del Cda di Amsa Srl (società che gestisce parcheggi, campeggi, piscina e casinò): cioè Chiara Malfer.

Ma è proprio così? Non è vero che è stata sostenuta da tutte le opposizioni – precisa il consigliere Roberto De Laurentis – da parte mia ho detto che non mi interessa che la scelta sia fatta in queste condizioni. Non è una questione personale ma non dovrebbe essere questo il modo in cui nascono i Cda”. Non una pregiudiziale verso la candidata dunque ma piuttosto una questione di metodo, con dei distinguo: “Avevo chiesto persone slegate dai partiti, inoltre non mi è piaciuto che sia partita una lettera da parte di qualcuno che mi ha fatto una domanda a voce ma non mi ha chiesto di firmare nulla, sono abituato a metterci la faccia”.

Dal canto suo Stefano Bresciani, colui che fra alcuni mesi dovrebbe prendere il posto in Consiglio comunale di De Laurentis, ha una sua idea: “Tempo fa si era condiviso con le minoranze di trovare una sintesi per evitare strumentalizzazioni. Lei ne è il risultato. Il Patt aveva espresso ovviamente altre proposte. Sinceramente – taglia corto l’ex vicesindaco – non ho molto altro da dire”. Ad ogni modo non pare esserci la volontà di ostacolare la nomina di Malfer che potrebbe quindi poter entrare nel Cda di Amsa al fianco dell’attuale presidente Renato Veronesi.

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