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Varianti Covid, i medici: ''Associazioni e pro vax manifestino per 'liberalizzare' i vaccini: se le inoculazioni restano basse nel Terzo mondo si rischia di restare nell'emergenza''

TRENTO. "Non è un'evoluzione della pandemia sorprendente, altre mutazioni sono destinate a emergere in quei contesti nei quali i tassi di vaccinazione sono bassi". A dirlo Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici di Trento. "Sarebbe opportuno invece che di assistere alle manifestazioni di piazza dei no vax a quelle pro vax: l'invito alle associazioni e ai cittadini è quello di attivarsi per chiedere che un'accelerazione per una sorta di 'liberalizzazione' dei brevetti e agevolare le inoculazioni nei Paesi più poveri. Una sfida difficile ma se il virus è libero di circolare, diventa più facile che emergano nuove varianti e ci troveremo sempre costretti a riconcorrere l'epidemia e l'emergenza".

C'è una recrudescenza dell'epidemia, ma seppur in risalita la curva appare ancora sotto controllo. Si registra un progressivo peggioramento dei tassi di ospedalizzazione e dei casi giornalieri, però in modo più lineare e meno esponenziale in Italia. Se l'Austria è entrata in lockdown, la Germania pensa a ulteriori limitazioni, Olanda e Belgio sono in fortissima difficoltà, la situazione resta delicata a livello nazionale, in particolare in quei territori come Alto Adige e Friuli Venezia Giulia caratterizzati da una copertura vaccinale più bassa, ma ancora gestibile. Nulla di paragonabile rispetto a 12 mesi, senza dimenticare il prolungato lockdown totale del 2020. Gli ospedali restano in prima linea, però i numeri restano più contenuti, mentre attività e categorie sono operative.

"E' necessario convivere con questa situazione incerta e ci sono altissime probabilità di doversi confrontare con Covid per ancora molti mesi - dice Ioppi - solo un atteggiamento serio e fermo, rigoroso e responsabile potrà accompagnare la società fuori da questo periodo così difficile e intanto ritornare alla normalità. La prevenzione è fondamentale e le riconquiste della quotidianità sono il risultato della capacità di seguire le regole e avere a cuore la collettività. Si deve cercare di evitare la contrapposizione tra benessere sociale e quello economico perché spesso questi concetti sono collegati".

A fronte di un quadro in evoluzione, spaventa l'arrivo in Europa della variante Omicron. "Le vaccinazioni sono fondamentali nel ridurre decessiricoveri ordinari e in terapia intensiva. L'arrivo dei vaccini contrasta efficacemente anche le varianti. Le mutazioni europee - prosegue il presidente dell'Ordine dei medici - sono tutte antecedenti all'avvio delle somministrazioni su larga scala: la Delta ma anche quella brasiliana sono comparse prima delle campagne. Si deve partire dal basso, se in Africa, per esempio, il tasso di vaccinazione resta bassissimo, allora il rischio è quello di ritornare in situazioni d'emergenza e non trovare mai sicurezza perché si trasformano in serbatoio di Covid. Sono valutazioni e analisi da portare avanti, il tessuto sociale è chiamato a fare la sua parte perché se il mondo resta indietro e l'ingranaggio si blocca si potrebbe sempre tornare al punto di partenza". 

Il quadro è naturalmente complesso ma attualmente il vaccino è l'unica strada per superare questa epidemia. "C'è il diritto garantito dalla Costituzione italiana di cura. Ma il trattamento non è uniforme, anzi diventa sbilanciato in questo momento e non si dovrebbe favorire atteggiamenti irresponsabili. In questi casi - continua Ioppi - sarebbe forse più giusta una visione più privatistica, che si basa sulle rendicontazione dei comportamenti e delle scelte di vita. Si dovrebbe aprire una riflessione perché se ci si caratterizza per scarsa appropriatezza e poca prevenzione, forse sarebbe giusto pagare i servizi in modo diverso. Se su un'auto si disattivano volontariamente gli airbags e si fa un incidente, l'assicurazione interviene in maniera diversa".

Anche perché queste scelte poi condizionano l'intero sistema sanitario. "Si devono proteggere i pazienti fragili che effettivamente e per motivazioni reali non possono vaccinarsi. Ci arrivano segnalazioni - evidenzia Ioppi - che non si riescono a programmare per tempo trattamenti urgenti, come interventi oncologici per esempio, perché i posti letti sono occupati da persone no vax affette da Covid. Le diagnosi dei tumori sono calate del 50%, un dato drammatico perché poi si arriva tardi nelle cure. Questo provoca un certo disgusto per la scarsa sensibilità e l'egoismo di alcune persone, senza considerare le tesi anti-scientifiche".